Le fotografie iniziano a morire quando diventano formule. Quando smettono di essere viste e iniziano a essere replicate. Succede continuamente. Una posa funziona. Un’immagine piace. E allora si copia. Ma ciò che funzionava non era la posa. Era ciò che qualcuno, in quel momento, era riuscito a far emergere. E quello non si replica. Si perde. E quando si perde, resta solo la superficie. Per questo oggi tutti cercano spontaneità, senza capire che la spontaneità non nasce dall’assenza di direzione. Nasce da una presenza che non schiaccia. Dal saper aspettare. Dal saper osservare prima di scattare. Perché una fotografia può anche essere perfetta. Ma se non apre nulla, non resta nulla. Resta un’immagine fatta bene.
E basta.
